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Pubblicato: 14/01/2020


Compensi degli Amministratori di società di capitali: facciamo il punto

Momento generativo del diritto: ai sensi dell’art. 2389 co. 1 c.c., i compensi spettanti ai membri del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo – delle SpA - sono stabiliti all’atto della nomina o dall’assemblea.

Nell’ambito delle Srl manca una specifica disciplina in materia di compensi degli Amministratori ma secondo una giurisprudenza  consolidata (da ultimo Trib. Torino 20.11.2018 n. 5384) l’art. 2389 co. 1 c.c. è applicabile per analogia nelle Srl, giacché gli Amministratori hanno il diritto ad essere remunerati per l’attività svolta e per la “correlata assunzione di responsabilità“.

In mancanza di determinazione da parte dell’assemblea - tenutasi e verbalizzata  prima dell’erogazione del compenso stesso - rimangono prive di effetti altre eventuali forme di determinazione, tra cui l’accordo orale eventualmente intervenuto fra Amministratore e socio di maggioranza, con conseguente indebito oggettivo al compenso corrisposto, per  mancanza del fatto costitutivo previsto dalla legge.

Ne consegue che gli atti di autodeterminazione dei compensi da parte degli Amministratori sono nulli per violazione di norma imperativa (l’art. 2389 co. 1 c.c. ); nullità che, ex art. 1423 c.c., non è suscettibile di convalida in mancanza di espressa disposizione in tal senso (art. 2379 c.c. ).

L’assemblea convocata per la sola approvazione del bilancio potrebbe anche legittimamente deliberare in ordine alla determinazione del compenso degli Amministratori, ma occorre la “prova” che la stessa:

  • sia “totalitaria” (e che l’Amministratore non sia anche socio unico);
  • abbia espressamente discusso ed approvato una proposta in ordine alla determinazione dei compensi degli Amministratori.

Disciplina fiscale sul Compenso Amministratore di società

Le somme e i valori in genere percepiti in relazione agli uffici di Amministratore sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50 co. 1 lett. c-bis del TUIR).

Per tali redditi si applica la disciplina prevista per i redditi di lavoro dipendente dall’art. 51 TUIR e quindi:

  • il principio di cassa allargato in base al quale si considerano percepiti nel periodo d’imposta le somme e i valori corrisposti dai committenti entro il 12 gennaio dell’anno successivo (Circ. Agenzia delle Entrate n 67/2001);
  • la disciplina dei fringe benefit, ivi compresa la determinazione convenzionale con riguardo ai veicoli ad uso promiscuo, i prestiti  e la disponibilità dei fabbricati;
  • la disciplina per le indennità e i rimborsi spese relative alle trasferte.

Nel caso in cui l’attività di Amministratore rientri nei compiti istituzionali del lavoratore dipendente o nell’oggetto della professione esercitata i compensi saranno attratti, rispettivamente, nel reddito di lavoro dipendente ovvero in quello di lavoro autonomo (Circ. Agenzia delle Entrate 67/2001,  Circ. Agenzia delle Entrate 105/2001).

Deducibilità del Compenso Amministratore in capo alla società

Ai sensi dell’art. 95 co. 5 del TUIR, i compensi degli Amministratori sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti.

Se i compensi sono percepiti entro il 12 gennaio, tanto all’Amministratore quanto alla società si applica il principio di cassa allargato. Questo significa che, nell’ipotesi in cui la società abbia esercizio sociale coincidente con l’anno solare, il pagamento effettuato il 10.1.2020 consente la deducibilità dei compensi nel 2019.

Il principio di cassa si applica anche ai liquidatori di società.

Le scelte a disposizione della società sul Compenso all’Amministratore

In particolare, al fine di evitare possibili contestazioni, è bene monitorare correttamente le seguenti possibilità:

  • Amministratore senza compenso: è comunque consigliabile che l’assemblea deliberi l’assenza di remunerazione dell’Amministratore, per evitare che in caso di future contestazioni, il beneficiario possa reclamare un compenso per l’opera svolta;
  • Amministratore con compenso erogato in più periodi o in unica soluzione : in questo caso l’assemblea deve deliberare il compenso spettante all’Amministratore prima dell’inizio del periodo di erogazione dello stesso, rispettando poi le scadenze temporali di erogazione;
  • Amministratore con compenso deliberato in anni precedenti a valere per il futuro: molte società per evitare di deliberare compensi ogni anno decidono di deliberare un compenso a valere anche per il futuro. In questo caso l’erogazione potrà avvenire anche nelle successive annualità senza alcun adempimento ulteriore.



Compensi deliberati ma non pagati: come comportarsi?

In tempi di crisi capita sempre più spesso che le società non riescano concretamente ad erogare l’intero compenso deliberato nei confronti dell’Amministratore. Nel corso d’anno, infatti, può succedere che i compensi Amministratori non sia più sostenibile per la società.

In questo caso sorge il problema di come eliminare tale compenso. Per evitare possibili contestazioni fiscali, è sconsigliabile fare una rinuncia al compenso da parte dell’Amministratore, ed è invece consigliabile predisporre una nuova delibera assembleare che decida di revocare il compenso, in quanto questo non è più sostenibile per le finanze societarie.

Compenso Amministratore e disciplina IVA

Il trattamento ai fini IVA dei compensi percepiti dagli Amministratori dipende dalla tipologia di attività esercitata dall’Amministratore stesso.

Se la prestazione posta in essere rientra nell’oggetto dell’attività svolta per professione abituale dall’Amministratore, si verifica il presupposto oggettivo dell’IVA ai sensi dell’art. 5 co. 2 del DPR 633/72. L’Amministratore è, dunque, tenuto ad emettere fattura con applicazione dell’IVA, da addebitare in rivalsa alla società.

Se, invece, la prestazione effettuata dall’Amministratore non rientra nell’oggetto dell’attività professionale, la prestazione posta in essere nei confronti della società risulta estranea al campo di applicazione dell’IVA.

In quest’ultima ipotesi, difatti, il rapporto tra Amministratore e società verrebbe a configurarsi come rapporto di collaborazione ex art. 50 del TUIR. Per cui, come indicato nella C.M. 16.11.2000 n. 207: “ai fini dell’IVA tali prestazioni non risulteranno imponibili in quanto, sulla base dei principi generali in materia di imposta sul valore aggiunto, ricavabili dalla legislazione nazionale e comunitaria, un’attività di lavoro dipendente o assimilata non è idonea a incardinare il presupposto soggettivo di applicazione del tributo

Informativa in Nota integrativa

L’art. 2427 co. 1 n. 16 c.c. richiede l’indicazione nella Nota integrativa dei compensi, delle anticipazioni e dei crediti concessi agli Amministratori ed ai sindaci. Tale informazione, precisa la norma, non deve essere fornita nominativamente ma cumulativamente per ciascuna categoria. L’indicazione deve riguardare:

  • i compensi che compaiono nei costi (voce B.7 del Conto economico: spese per servizi, come spese per il funzionamento di organi sociali);
  • i compensi che rappresentano una partecipazione agli utili, e che quindi non compaiono nel Conto economico.

Inoltre deve essere fornita la specifica indicazione circa il tasso d’interesse, le principali condizioni e gli importi eventualmente rimborsati, cancellati o oggetto di rinuncia, nonché gli impegni assunti per loro conto per effetto di garanzie di qualsiasi tipo prestate, precisando il totale per ciascuna categoria.

Disciplina previdenziale del Compenso Amministratore

I compensi corrisposti agli Amministratori sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente (art. 50 del TUIR) e soggetti al versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS (art. 2 co. 26 della L. 335/95).

Nel caso in cui l’Amministratore eserciti un’altra attività professionale, si possono configurare le seguenti situazioni:

  • la prestazione rientra nell’oggetto proprio della professione (ad esempio quando sia un professionista iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili);
  • la professione esercitata dall’Amministratore è oggettivamente connessa con l’attività dell’impresa (come ad esempio gli ingegneri edili che amministrano una società di ingegneria o un’impresa edile, periti agrari o dottori agronomi che amministrano un’azienda agraria o zootecnica, ecc.);
  • oppure, la prestazione non rientra nell’oggetto proprio della professione e la professione esercitata dall’Amministratore non è oggettivamente connessa con l’attività dell’impresa.

Nei casi in cui l’attività professionale svolta dall'Amministratore rientri nell’oggetto proprio della professione oppure sia oggettivamente connessa con l’attività d’impresa, i compensi percepiti saranno assoggettati alla contribuzione prevista dalla Cassa previdenziale di appartenenza. Quando le disposizioni statutarie delle singole Casse prevedono per il professionista l’iscrizione facoltativa, la mancata iscrizione alla Cassa non comporta automaticamente l’obbligo contributivo alla Gestione Separata INPS (messaggio INPS 12.1.2012 n. 709).

La regola generale conseguente all’istituzione della Gestione Separata INPS prevede che all’espletamento di una duplice attività lavorativa, quando per entrambe è prevista una tutela assicurativa, deve corrispondere una duplicità di iscrizione alle diverse gestioni.

In tutti gli altri casi nei quali l’attività svolta dall’Amministratore non rientra nell’oggetto proprio della professione e la professione esercitata dall’Amministratore non è oggettivamente connessa con l’attività dell’impresa, i compensi corrisposti all’Amministratore saranno soggetti alla contribuzione prevista dalla Gestione Separata INPS.

Iscrizione Gestione Separata INPS

L’iscrizione alla Gestione Separata INPS deve essere effettuata dagli Amministratori che devono iscriversi utilizzando le procedure telematiche, rese disponibili dall’Istituto sul proprio sito internet, utilizzando le proprie credenziali di accesso (PIN rilasciato dall’INPS o lo SPID). Accedendo al servizio dedicato, viene visualizzato un menu che prevede la voce per l’iscrizione alla Gestione Separata. Selezionando la voce si accede alla pagina d’iscrizione con la lista dei campi da compilare.

Nella seconda sezione sarà sufficiente selezionare la voce “collaboratore o altra attività“. Confermata l’iscrizione e completata la registrazione, è possibile stampare la ricevuta. Nel caso in cui non venga presentata la domanda di iscrizione, il lavoratore verrà automaticamente iscritto con l’invio della denuncia UniEmens. Non è prevista una sanzione specifica per la mancata presentazione della domanda di iscrizione.

Gli Amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, risultano esclusi dall’indennità di disoccupazione DIS-COLL prevista per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 15 del DLgs. 22/2015). Pertanto i compensi corrisposti agli Amministratori non saranno assoggettati alla contribuzione aggiuntiva DIS-COLL.

Ripartizione dell’onere contributivo

Gli Amministratori sono soggetti all’onere contributivo nella misura di un terzo, ma l’obbligo del versamento dei contributi è in capo all’azienda committente la quale esegue il pagamento tramite mod. F24 entro il 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso.

Indennità malattia

Per coloro che non risultano iscritti presso altra forma di previdenza obbligatoria, ovvero non siano pensionati, la contribuzione alla Gestione Separata prevede un’aliquota contributiva aggiuntiva, pari allo 0,72%, a titolo di contributo per prestazioni di maternitàmalattia e assegno al nucleo familiare.

Pertanto tali tutele sono estese anche agli Amministratori i cui compensi siano soggetti a tale contribuzione (interpello Min. Lavoro 11.11.2011 n. 42).

 

Socio Amministratore di Srl

Il socio Amministratore di una Srl che presta anche attività lavorativa, con abitualità e prevalenza, ad esempio nel settore del commercio, dovrà essere iscritto:

  • alla Gestione Commercianti, per l’attività commerciale;
  • alla Gestione Separata, per il compenso quale Amministratore.

Verrà iscritto alla sola Gestione Separata per il versamento dei contributi dovuti sul compenso percepito quale Amministratore, se l’attività specificamente commerciale non risulta essere abituale e prevalente.

Pertanto, l’iscrizione alla Gestione Separata può essere complementare a quella in essere nella gestione a cui il socio Amministratore è iscritto in relazione all’altra attività lavorativa svolta. La prova riguardante l’attività svolta dal socio Amministratore di Srl spetta all’Istituto di previdenza. Quindi dall’istruttoria dovranno emergere elementi probatori idonei a riconoscere la personalità della prestazione lavorativa e l’abitualità dell’apporto conferito dal socio Amministratore di Srl, da valutarsi in base al tipo di attività e all’impegno che essa richiede.

Amministratore di Società estera.

Anche i compensi ricevuti (da soggetto residente in Italia) per la carica  di Amministratore in una società estera sono rilevanti per il fisco italiano.

L’Italia infatti adotta il principio del Worldwide Taxation in base al quale sono imponibili nello  Stato di residenza TUTTI i redditi percepiti da un cittadino residente, in qualsiasi parte del mondo prodotti. (principio da coniugare con i vari trattati contro la doppia imposizione siglati dall’Italia)

La norma convenzionale (OCSE)  che regola la fattispecie è l’art 16 (Directors’ fees) che stabilisce  “directors’fee and other similar payment derived by a resident of a Contracting State in his capacity as a member of the board of directors of a company which is a resident of the other Contracting State may be taxed in that other State”.

Una lettura superficiale della Convenzione potrebbe portare a due conclusioni frettolose:

  • si potrebbe ritenere che la tassazione sia facoltativa;
  • in ogni caso sono tassati solamente nel Paese dove è collocata la società amministrata.

Sul primo punto l’espressione “may be taxed” va intesa nel senso che l’opzione è data allo Stato contraente e non al contribuente.

La tassazione del compenso ricevuto sia nel Paese della fonte che nel Paese di residenza del percettore sarà regolata attraverso il riconoscimento di un credito d'imposta per quanto pagato all’estero secondo le modalità previste dal Trattato con lo Stato di residenza della società pagatrice.

Da verificare con attenzione le possibilità offerte da parecchi trattati contro la doppia imposizione di inquadrare i compensi agli Amministratori in modo alternativo e decisamente più conveniente per il percettore.

Infine va rilevato che il termine “fees and other similar payments” include anche le prestazioni in natura ricevute in qualità di componenti del Consiglio di Amministrazione di una società (quali le stock options, l’uso di una abitazione o di una automobile, il pagamento di una polizza vita ecc).


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